Scienza & Cultura 1969

Scienza Cultura Democrazia Ateismo Laicità AntiFascismo AntiRazzismo


"Considerate la vostra semenza: fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e conoscenza"

Canto XXVI, Inferno, Divina Commedia


* * *


2019.05 - I demoni di Salvini. I postnazisti e la Lega.

Chiedersi se Matteo Salvini sia fascista non è solo un esercizio inutile, è un grave errore. Perché vuol dire cercare quello che non c’è. Il fascismo è finito con Mussolini. Quella che non si è mai spenta è la fiamma culturale e ideologica che lo ha alimentato. Grazie allo straordinario racconto di una gola profonda e ad altre testimonianze esclusive, l’autore rivela l’identità e la storia dei principali protagonisti di una macchinazione senza precedenti. A condurla è stato un manipolo di persone che, dopo aver metabolizzato fascismo e nazismo, con una strategia classificabile come postnazista ha saputo trarre vantaggio da debolezze e difetti della democrazia liberale per egemonizzare il dibattito culturale e prendere il controllo di quello politico. Quella qui raccontata è la più sorprendente operazione di infiltrazione politica della storia della Repubblica italiana. Un progetto di restaurazione del vecchio pensiero reazionario a vocazione autoritaria e plebiscitaria, dissimulato però come una formula nuova che supera i vecchi schemi politici attraverso un veicolo diverso da tutti gli altri: la Lega Nord.


2019.05 - La pace è rivoluzionaria
La criminale dittatura fascista che trascinò l’Italia in guerra al fianco dei nazifascisti produsse un ecatombe di morti. Mandò a morire gli ebrei rastrellati in Italia nei campi di concentramento tedesco. Fece strage di oppositori partigiani e civili sospettati di esserlo. E mandò i soldati italiani a morire in Russia, in Grecia e su altri fronti. Si rese responsabile di un genocidio in Libia. E uccise la popolazione civile in Etiopia con le armi chimiche. Anche su questo piano conquistando un tragico primato.


2019.04 - La scandalosa normalità dello sfruttamento
«Non certo questa Repubblica pensò Giuseppe Mazzini. Egli voleva una repubblica laica e questa non è che una Repubblica confessionale; voleva una Repubblica a carattere profondamente sociale, in cui scomparisse il privilegio e su di esso trionfassero le forze del lavoro», scriveva Sandro Pertini su “L’Avanti” del 2 giugno 1949. «In questa Repubblica, invece, domina ancora, e più prepotente che mai, il privilegio: i ricchi sono sempre più ricchi, più ricchi di prima; i poveri sono sempre più poveri, più poveri di prima», denunciava l’ex partigiano e futuro Presidente della Repubblica.


2019.02 -
La linea di confine

Ingoiato il salvataggio del ministro dell’interno da parte della piattaforma Rousseau e della giunta del senato per le autorizzazioni a procedere, e in attesa del suo salvataggio definitivo da parte dell’aula, è bene ribadire cosa è in gioco nel caso Salvini e quale precedente sta scrivendo il parlamento italiano per tenere unita con la colla l’alleanza di governo tra Lega e 5Stelle.


2019.02 -
Combattere l'antisemitismo

L’antisemitismo è l’esempio più chiaro di una società minata dall’odio. Il suo aumento in Europa è sintomo di una malattia, ma anche di qualcosa di più profondo e terribile: l’ignoranza del passato. Tutte le forme di razzismo vanno condannate, ma purtroppo si conoscono con certezza le conseguenze dell’antico odio nei confronti degli ebrei: il più grande crimine della storia.


2019.02 - Padroni a casa d'altri
L’attacco di Di Maio a Macron, additato come unico responsabile dei mali d’Africa e delle partenze dei migranti, è solo l’ultimo atto di una sfida tra imperialismi. Prassi in cui l’Italia neoliberista di oggi si differenzia ben poco da quella fascista e coloniale.

2019.02 - Nel Paese della bugia la verità è rivoluzionaria
«È finita la pacchia» dice il ministro dell’Interno Salvini irridendo chi rischia la vita per raggiungere l’Italia e lavora come uno schiavo del caporalato nelle nostre campagne. «Hanno 17 anni e restano a bordo» sentenzia Salvini, cieco e sordo ai messaggi degli stessi siracusani che urlano e scrivono «Fateli scendere» su lenzuoli bianchi appesi alle finestre. «Non è roba nostra, se li prendano i Paesi Bassi», insiste lui riferendosi ai minorenni a bordo della Sea Watch da giorni in balìa del mare. Il linguaggio carico di odio, sempre più violento, di esponenti di governo rimbomba ogni giorno nelle nostre orecchie. Rivolto a migranti, rom, giovani come Arafet, cittadini italiano di origine tunisina che ha perso la vita durante un fermo della polizia.

2018.12 - La minaccia di Instagram
Ad aprile, quando era comparso di fronte al Congresso degli Stati Uniti, il fondatore di Facebook Mark Zuckerberg aveva difeso il suo social network dalle accuse secondo cui la scarsa protezione dei dati degli utenti rischia di essere una minaccia per la democrazia. Era un’ammissione attesa da tempo: la raccolta dei dati è il motivo per cui Facebook non riesce a estirpare le notizie false e le varie forme d’ingerenza della Russia. Ma Zuckerberg aveva glissato su un’altra minaccia: Instagram.

2018.12 - Le distorsioni del caso Battisti
La sorte del terrorista italiano Cesare Battisti, attualmente latitante, ha assunto un rilievo sproporzionato nel dibattito politico brasiliano a causa di ossessioni di destra e di sinistra.

2018.10 – La violenza della “normalità”
Uccidere qualcuno o esercitare un’ingiustificata violenza non è solo un problema di responsabilità individuale ma segnala qualcosa che in alcuni non funziona nella mente, una malattia mentale latente magari nascosta sotto le vesti di una divisa.

2018.10 - Se il cittadino diventa un nemico da combattere
Dietro a vicende come quella di Cucchi ci sono forze di polizia formate per affrontare scenari di guerra più che per la gestione della sicurezza pubblica. Il modello sono i soldati dei corpi speciali: non empatici, non riflessivi, obbedienti.


2018.10 - Il proibizionismo uccide. Lo Stato non sia più complice delle narcomafie
Tutto cominciò da quelle foto del corpo martoriato di Stefano Cucchi. «Non avete avuto paura a mostrare come era stato ridotto Stefano» disse Marco pannella ai familiari, e in particolare a Ilaria, all’indomani di quella conferenza stampa scandalo del 29 ottobre 2009, organizzata dal Comitato presieduto da Luigi Manconi.


2018.10 - La "cella zero" delle carceri disumane
A Poggioreale per decenni è esistito un luogo del terrore dove i detenuti venivano picchiati. Pratiche illegali che hanno preso piede anche in altri penitenziari, come dimostrano gli esposti dei Garanti dei detenuti del Lazio e del Piemonte.

2018.10 - Uno Stato di violenza
Lo spiraglio di luce sulla vicenda di Stefano Cucchi, morto 9 anni fa dopo un pestaggio in una caserma dei carabinieri, fa riemergere una lunga scia di abusi.
Un sistema “law & order” che frantuma la società e crea paura. L’ultimo atto, il decreto sicurezza di Salvini.

2018.10 - «Continuo a lottare perché non accada mai più»
«Bisogna insistere, per Stefano, per Federico, per Carlo» racconta Ilaria Cucchi.

2018.10 - Per non dimenticare gli affetti
Le notizie politiche sono sempre più assurde.

2018.10 -
Il caso Cucchi spiegato ai miei studenti

2014 - Il partito della Polizia
Il sistema trasversale che nasconde la verità degli abusi e minaccia la democrazia. (Libro completo, con indice e link)

2010.04 - Non mi uccise la morte
La storia di Stefano Cucchi: arrestato a Roma il 15 ottobre del 2009, tradotto in carcere, e mai più uscito vivo.